Mardi 14 août 2018

Thierry de Roucy perde il suo stato clericale. Nota di sintesi (versione italiana)

Il fondatore dimesso dallo stato clericale il 22 giugno 2018, dissolto il ramo sacerdotale

Con un comunicato del 17 luglio 2018, la Conferenza dei vescovi francesi ha confermato che, per decisione della Santa Sede, padre Thierry de Roucy è stato dimesso dallo stato clericale e il ramo sacerdotale di PuntoCuore è stato dissolto.

Lo scopo di PuntoCuore è quello di mandare dei giovani a vivere un anno e mezzo in gruppi di 4-5 persone, presso i più poveri, in favelas, barrios e bidonvilles del mondo intero.

L’opera è stata fondata in Francia e in Argentina da padre Thierry de Roucy e si appoggia su una fraternità di sacerdoti (i molokaïs), su delle suore (le Serve della Presenza di Dio), su laici consacrati a vita (i permanenti). Vi è collegata la fraternità Saint-Maximilien Kolbe, che raduna dei laici che vivono nel mondo del “carisma” dell’opera. I molokaïs avevano lo statuto di associazione pubblica clericale di fedeli di diritto diocesano ; le Serve della Presenza di Dio, quello di associazione pubblica di fedeli di diritto diocesano. Esiste anche un’associazione privata di fedeli di diritto diocesano che ricopre tutte le attività di PuntoCuore (parallela a un’associazione di diritto civile secondo la legge di 1901 sulle associazioni in Francia). Lo statuto dei laici consacrati, tanto dal punto civile che ecclesiale, è incerto.

In origine, padre de Roucy apparteneva alla congregazione dei Servi di Gesù e Maria a Ourscamp, nella diocesi di Beauvais (Francia), ma, date le riserve espresse dal suo vescovo circa i suoi progetti, andò a far riconoscere PuntoCuore da Mons. Estanislao Esteban Karlic, arcivescovo di Parana in Argentina. Il successore di Mons. Karlic si mostrò meno ben disposto e padre de Roucy fu quindi costretto ad abbandonare la base argentina e a rimpatriare l’opera in Francia. Nel 2008, chiese un indulto di uscita dal suo ordine e si fece incardinare come prete secolare nella diocesi di Fréjus-Toulon (vescovo Dominique Rey). Allo stesso modo, le diverse entità summenzionate, fatte da lui riconoscere a Parana, sono state accolte in quella stessa diocesi. La comunità delle suore, che padre de Roucy aveva fatto fondare nella diocesi di Beauvais col nome di Serve di Gesù e Maria, scomparve anche lei nel 2008, ma per riapparire subito nella diocesi di Fréjus-Toulon col nome di Serve della Presenza di Dio.

Processo del fondatore

Nel 2005 il vecchio socio di padre de Roucy si è lamentato presso il suo vescovo, il vescovo di Beauvais, Mons. James, di abusi subiti. Mons. James ha interpellato la Congregazione per la dottrina della fede (15 luglio 2005) che ha chiesto al Cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, di far trattare la causa dall’ufficiatura di Lione (14 novembre 2005). A questo scopo, il cardinale ha costituito un tribunale sotto la direzione di Mons. Maurice Bouvier (26 febbraio 2006). Il 21 luglio 2011, questo tribunale ha riconosciuto padre de Roucy colpevole di abuso di potere, di abuso sessuale e di assoluzione del complice e l’ha condannato a non confessare i membri di PuntoCuore durante tre anni. La leggerezza della pena ha stupito, visto che l’assoluzione del complice implica normalmente la scomunica latae sententiae. Padre de Roucy non ha fatto appello, non si è opposto quindi al riconoscimento della sua colpevolezza. Il tribunale l’ha anche condannato a risarcire la sua vittima. L’avvocato di quest’ultima ha poi fatto appello sul montante del risarcimento.

L’appello è stato giudicato dall’ufficiatura di Montpellier, diretta da padre Francis Waffelaert, che ha reso la sentenza il 5 maggio 2015. Il montante del risarcimento è stato portato da 70.000 € a 80.000 €. e Mons. Rey è stato incaricato di disporne l’attuazione entro 6 mesi.

Visto che padre de Roucy ha rifiutato di ritrovare la sua diocesi (fino allora viveva negli Stati Uniti), Mons. Rey l’ha poi sospeso a divinis il 25 gennaio 2016.

Nel gennaio 2017, dato che padre de Roucy, pur essendo riconosciuto solvibile, non aveva ancora versato il risarcimento alla sua vittima, Mons. Rey gli ha reso nota la sua scomunica. Scomunica che potrebbe essere tolta a ogni momento se venisse soddisfatto l’obbligo di risarcire la vittima. Padre de Roucy ha introdotto un ricorso sul quale la decisione spetta in fine al Tribunale supremo della segnatura apostolica. Il ricorso è sospensivo. Sarebbe stato difeso dall’avvocato Alan Kershaw, accreditato presso la Rota e presso la Corte di cassazione italiana. Parallelamente, Mons. Rey ha richiesto che padre de Roucy venga dimesso dallo stato clericale. Alla Santa Sede questo dossier è stato istruito dalla Congregazione per il clero, la quale ha appena reso nota la decisione e l’ha comunicata a padre de Roucy il 22 giugno 2018.

Reclami contro l’opera

Fin dalla fine del secolo scorso, diversi anni prima che fosse avviato un procedimento ecclesiale contro padre de Roucy, vecchi e vecchie volontarie o loro genitori si erano lamentati presso diversi vescovi del funzionamento dell’opera, di cui denunciavano le derive settarie.

Così, mentre cominciava il processo di padre de Roucy, nel 2005 Mons. James ha fatto aprire un’inchiesta canonica su PuntoCuore, affidata a Mons. Poulain (1927-2015). A sua volta, poi, nel 2014 (a partire dal primo gennaio), Mons. Rey ha affidato una nuova inchiesta al religioso Loïc Le Bot o.p., che ha trasmesso il suo rapporto il 3 giugno 2014. Da quanto Mons. Rey ha fatto trapelare del rapporto nella stampa (il rapporto è segreto come tutte i procedimenti interni alla Chiesa), sarebbero stati rimproverati all’opera i punti seguenti :

  • ripiegamento dell’opera su se stessa
  • assenza di fondamenti dottrinali e ecclesiali
  • diffidenza nei confronti della Chiesa e dei suoi pastori
  • lacune nella formazione
  • la dottrina circa l’esercizio dell’autorità e la concezione della paternità.

Su raccomandazione della Congregazione per la dottrina della fede (lettera del 25 agosto 2014), Mons. Rey ha incaricato un commissario (don Charles Mallard, 19 settembre 2014) per aiutare al risanamento del ramo sacerdotale e un assistente ecclesiastico per quello dell’associazione PuntoCuore (don Frédéric Forel, 29 settembre 2014).

Visto che la missione del commissario e quella dell’assistente ecclesiastico non avevano sortito un buon esito, Mons. Rey ha nominato, a partire dal primo gennaio 2016, un nuovo commissario nella persona di Mons. Le Vert, vescovo emerito di Quimper, per rimettere sulla buona carreggiata l’insieme dell’opera, in tutti i suoi rami. I tentativi di riforma dell’opera si sono scontrati con una viva resistenza da parte dei dirigenti di PuntoCuore. Numerosi membri hanno rifiutato di cooperare. In particolare, hanno rifiutato di mostrare i conti al commissario. Questa resistenza è appoggiata da un’associazione (http://compassion-et-verite.org/) che non lesina invettive, menzogne e calunnie sul suo sito web e le ha ripetute nel settembre 2016 in una lunga lettera di 12 pagine rivolta ai vescovi di Francia.

Il mese dopo, Mons. Rey ha risposto con una lettera rivolta ai confratelli. Vi parlava dell’ostruzione manifestata dai membri di PuntoCuore e lasciava chiaramente capire che questi erano teleguidati dall’esterno, cioè da padre de Roucy. Vi sosteneva anche che era in ballo il futuro dell’opera.

La missione di Mons. Le Vert si è conclusa alla fine del 2016. Le sue osservazioni sul funzionamento dell’opera sono state raccolte in un rapporto consegnato a Roma da Mons. Rey.

Il 6 luglio 2017, Mons. Rey ha adottato un decreto che sopprime il ramo sacerdotale di PuntoCuore (i molokaïs), cioè l’associazione pubblica di fedeli clericale Fraternità Molokaï. Tale decisione è stata dettata dalla “disobbedienza, la mancanza di fiducia e di senso ecclesiale di questa associazione su temi importanti, il che impedisce ogni dialogo con il vescovo responsabile e isola l’associazione nella sua autoreferenzialità”. Questo decreto è stato confermato nel mese di giugno a Roma dalla Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica.

Inoltre, Mons. Rey ha nominato un commissario alla guida delle Serve della Presenza di Dio. Per finire, ha nominato alla guida dell’associazione PuntoCuore un commissario nella persona di don Jean-Noël Dol, rettore del Seminario della Castille della diocesi di Fréjus-Toulon.

I protettori di padre de Roucy

In Francia, padre de Roucy ha goduto a lungo della protezione di Mons. Rey, che ha accolto lui e la sua opera nella sua diocesi nel 2008, in un momento in cui non poteva non essere informato dei sospetti che gravavano sul sacerdote e sul funzionamento della sua opera. Anche dopo la sua condanna nel 2011, ha apparentemente continuato a proteggerlo. Si è dovuti aspettare il 2016 perché gli commini una prima sanzione.

All’inizio degli anni 2000, padre de Roucy aveva confidato a qualcuno che tutti i vescovi francesi erano contro di lui salvo Mons. Rey e Mons. Barbarin. Quando quest’ultimo era sacerdote in regione parigina a Bry-sur-Marne, andava regolarmente a visitare padre de Roucy all’abbazia d’Ourscamp. Non gli avrebbe poi negato il suo sostegno nel procedimento in corso contro di lui, di cui era incaricata l’ufficiatura di Lione.

In Italia, la vicinanza fra padre de Roucy e don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, di cui ha tradotto diversi libri, è un fatto certo. Padre de Roucy ha anche ammesso la sua vecchia amicizia con don Massimo Camisasca, fondatore della fraternità sacerdotale San Carlo Borromeo, ramo clericale di Comunione e Liberazione, oggi vescovo di Reggio Emilia.

Padre de Roucy sarebbe stato anche protetto dal Cardinal Ouellet che condivideva con lui la stessa ammirazione per l’opera teologica di Hans Urs von Balthasar.

È anche appurato che padre de Roucy è stato protetto dal cardinal Francisco Erraruziz Ossa, compromesso nello scandalo della pedofilia in Cile.

Alla curia romana, PuntoCuores dipendeva dal Consiglio per i laici, da cui era trattato con molta benevolenza. Tale Consiglio è stato soppresso nel 2016 e le sue competenze trasferite al Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, presieduto dal cardinal Farell Kevin, ex Legionario di Cristo, protetto da Mons. Mc Carrick, ex arcivescovo di Washington, che il papa ha appena destituito da Cardinale. Non si conosce la disposizione di questo nuovo dicastero nei confronti di PuntoCuore. Sembrerebbe che gli sia favorevole, come lo era stato prima il Consiglio per i laici.

E dopo ?

Resta da sistemare il futuro dell’insieme dell’opera dopo le varie inchieste di cui è stata oggetto e dei tentativi dei commissari e assistenti ecclesiastici successivi incaricati di riformarla.

La dimissione dallo stato clericale del fondatore è un segnale forte per i giovani tentati dall’impegnarsi come volontari. E in che modo l’opera potrà funzionare senza l’inquadramento assicurato dai sacerdoti molokaïs ? Per terminare, abbiamo appena saputo che è stato inoltrato un procedimento che mira alla dissoluzione dell’associazione privata di fedeli di diritto diocesano che riveste tutte le attività di PuntoCuore e a cui appartengono i laici consacrati a vita. In tali condizioni, PuntoCuore potrebbe sussistere soltanto come associazione di diritto civile. In Italia, nel 2017 è stata creata un’associazione che emana da PuntoCuore : http://www.fondazionestabat.org/